mercoledì, ottobre 29, 2003

Non a nome mio
Da: Viva! Azione per animali
http://viva.org.pl/cavalli/

Non a nome mio
Sommario del rapporto di Viva! sull'esportazione dei cavalli polacchi da macello.

La dimensione del problema
Ogni anno, decine di migliaia di cavalli dall'Europa Centrorientale vengono esportati in Italia, Francia e Belgio, dove vengono macellati e destinati alla consumazione sulle tavole degli europei. Questo fatto si puo tranquillamente includere tra gli aspetti piu crudeli e meno regolari del commercio di animali in Europa.
La Polonia è il piu grande esportatore di cavalli da macello d'Europa - si calcola che ogni anno lasciano il nostro paese i camion con circa 50000 cavalli. L'80% di questi animali finisce in Italia, il resto in Francia e Belgio. I cavalli sono trasportati per lunga distanza (i.e. a Bari o in Sardegna) attraverso 6 paesi, il che vuol dire oltre 2500 km e 95 ore di viaggio.

Le prove della sofferenza
Le dimensioni delle sofferenze alle quali sono esposti i cavalli esportati non vanno messe in alcun dubbio, da quando organizzazioni per la protezione degli animali (quali Viva! Azione per gli animali dalla Polonia, ILPH - International League for the Protection of Horses dalla Gran Bretagna o Animals' Angels dalla Germania) hanno seguito i loro viaggi, registrando il tragitto e lo stato dei cavalli. Viva! ha prodotto un filmato video contenente scioccanti scene di trasporti, che sono soltanto una goccia nel oceano dell'orrore che vivono questi splendidi animali.
I trasporti dei cavalli sono spesso sovraffollati, ed in essi non si tiene conto delle differenti dimensioni ed età di cavalli. Le prescrizioni di legge concernenti i tempi di sosta e di riposo, la dovuta alimentazione ed abbeverazione vengono ignorati regolarmente. Alcuni cavalli fanno tutto il viaggio senza sosta, senza cibo, e senz'acqua.
La documentazione dettagliata riportata nel nostro rapporto evidenzia, che anche i trasporti a distanze molto minori, e in condizioni migliori previste dalla legge, causano grandi sofferenze ai cavalli.
Nel nostro filmato si vedono: cavalli calpestati dagli altri compagni di viaggio, cavalli che giacciono nella urina e nelle feci degli altri animali; cavalli esausti ed agonizzanti; più cavalli giacenti con le gambe incastrate tra di loro; animali tremanti dallo stress e dall'orrore; cavalli feriti gravemente, cavalli che non sono capaci di salire nel camion; cavallo che si è spezzato la gamba cercando di liberare lo zoccolo dal foro di ventilazione; cavalli esausti che vengono caricati di nuovo sul camion, senza un attimo di riposo, senza un pugno di cibo, senza una goccia d'acqua.

Immorale ed illegale
Richiamandosi alle leggi vigenti sia nella Repubblica Polacca sia nell'UE, si potrebbe porre fine di queste sofferenze all'istante. Se solo questi regolamenti fossero coerentemente seguiti e messi in atto. E' particolarmente inquietante il fatto che il governo polacco promuova l'esportazione di animali da macello vivi e la difenda dicendo, che è eseguita secondo le norme vigenti e che si salvaguarda il benessere degli animali. Nello stesso modo, il governo ignora gli esiti del rapporto fatto dalla NIK, la Suprema Istanza di Controllo polacca (equivalente alla Corte dei Conti in Italia), che ha riscontrato innumerevoli violazioni della legge in trasporti di cavalli da macello. E' ancora più preoccupante il fatto che la quasi totale mancanza di controllo veterinario favorisca la diffusione di molte malattie pericolose. L'epidemia dell'afta epizootica in Inghilterra, e la crescente minaccia del BSE sono gli esempi di quanto possa essere pericoloso il traffico di animali a lunga distanza.
Le frontiere mancano di attrezzature e spazi necessari per i controlli veterinari, perciò molti cavalli che lasciano la Polonia non sono sottoposti ad un minimo esame veterinario. Non viene controllata nemmeno la documentazione di provenienza degli animali, e quindi molti documenti d'identita sono semplicemente dei falsi. La falsificazione concerne maggiormente le firme e le date di scadenza dei documenti: queste o sono illeggibili, o mancano del tutto.
La NIK ha inoltre affermato che la maggior parte dei camion è sovraccarica; che le stazioni di confine non hanno i requisiti necessari per garantire il transito umanitario di animali; che la stragrande parte del fenomeno avviene per via illegale, senza le licenze previste dalla legge, senza pagare la dogana, senza controllo veterinario. Ha inoltre scoperto, che anche i trasportatori, che svolgono il loro lavoro in modo ufficiale, spesso ignorano la legge sovraccaricando i camion ed usando i camion non adeguati al trasporto animale; trasportando gli animali senza sosta e non somministrandogli ne acqua ne cibo - tutto questo per abbassare i costi del tragitto. La NIK ha costatato che in 70% dei trasporti avvengono incidenti mortali ai cavalli.

Da dove provengono i cavalli?
A macello si vendono i cavalli di tutte le razze, di diversi mantelli e grandezza, ma la maggior parte è rappresentata da cavalli da lavoro, spesso sauri e di carattere docile. Provengono da padroni privati. Si commercia anche cavalli da corsa o da scuole di equitazione. In Italia si vendono anche i cavalli lituani o russi, ma è la Polonia ad essere la più grande esportatrice equina. Molti cavalli sono malati, vecchi, addirittura ciechi, e per l'enorme domanda di carne equina in Italia, ai mattatoi italiani arrivano anche i cavalli sani e giovani, e puledri. Questi ultimi sono molto ricercati, perché la loro carne e considerata particolarmente "sana". Visto che i trasportatori non dispongono di veridici documenti di provenienza, è difficile stabilire da dove vengono. E' altrettanto difficile sapere quali possibili farmaci gli venivano somministrati. Spesso si tratta di cavalli rubati, visto che è molto facile falsificare i documenti d'identita di un cavallo.

Chi commercia i cavalli
La piu grande ditta esportatrice di cavalli vivi da macello e la Cosmos Czestochowa. Il prezzo medio ottenuto per un cavallo è circa 250 $.

Perché cavalli polacchi?
I consumatori italiani richiedono migliaia di tonnellate di carne equina... La scelta di cavalli polacchi e giustificata dai costi relativamente bassi, e dalla facilita di omettere le leggi vigenti. Ad esempio, visto che gli importatori italiani vogliono "carne secca", i trasportatori non abbeverano gli animali convinti che l'acqua possa causare le coliche. Non ci sono basi scientifiche per questa tesi.
La domanda di carne equina in Italia provoca la decimazione di popolazione di cavalli in tutta l'Europa. Quando le razze nazionali in Grecia sono state decimate, la richiesta ha raggiunto i cavalli dall'Europa Centrorientale, dove il loro numero è ancora alto. Si calcola che 5 anni fa in Polonia viveva un milione di cavalli, oggi soltanto 500mila (causa l'esportazione da macello).

Il trasporto
Durante il tragitto mancano del tutto cure veterinarie, perciò una parte dei cavalli è malata o ferita, nello stato di profondo shock o stress, gia sul confine con la Repubblica Ceca. Trasportare gli animali malati o feriti e contro la legge.
Da Cieszyn, i cavalli passano attraverso la Repubblica Ceca, Slovacca, l'Ungheria e la Slovenia, fino all'Italia, spesso senza le soste previste dalla legge. Questo viaggio così lungo è necessario per evitare i controlli veterinari molto restrittivi sul territorio austriaco.
Dentro il camion, i cavalli spesso perdono equilibrio e cadono sul pavimento. Giacendo, molti di loro non riescono ad alzarsi, malgrado i loro disperati sforzi. Vengono coperti dall'urina e dagli escrementi degli altri animali, vengono calpestati in continuazione.
All'arrivo nei punti di caricamento i cavalli giacenti sui pavimenti vengono tirati fuori per il collo, o picchiati per sollecitarli ad alzarsi. Si mettono in pratica brutali calci, pesanti bastonate, addirittura le scosse elettriche nell'ano.
I cavalli entrano nell'UE a Gorizia. In questa tappa del viaggio, sempre più di loro si trovano nello stato di esaurimento fisico e psichico avanzato, i più fortunati sono già morti. Molti di loro hanno davanti ancora un lungo viaggio - verso Bari o verso la Sardegna.

Nel mattatoio
Quando arrivano nei mattatoi, i cavalli sono di nuovo brutalmente trattati nello scaricarli dai camion. La legge prevede, che gli animali prima di essere macellati, si debbano stordire. A questo scopo vengono usate pistole, con le quali si spara un chiodo appuntito di metallo dritto nella fronte dell'animale, il che deve privarlo di coscienza. Questa prescrizione viene spesso eseguita da persone non competenti, o ignorata del tutto, in questi casi i cavalli sono completamente coscienti quando gli viene tagliata la gola. Molti di loro vengono ammazzati sotto gli occhi dei compagni di viaggio, anche questo contro le norme di legge.

La legge
La legge polacca sulla Protezione dei Diritti degli Animali del 1997 potrebbe essere usata per l'immediata eliminazione di questa barbara attività, ma viene ripetutamente ignorata. Essa prescrive che ogni animale debba essere trattato umanamente. Ad esempio, vieta picchiare gli animali sulla testa, sulla pancia, sulle gambe, o con arnesi appuntiti o duri.
Il Decreto del Ministro dei Trasporti ed Economia Marittima polacco del 30 giugno 1998 dice a proposito delle condizioni di trasporto animale che:
- il trasportatore deve usare i mezzi di trasporto adeguati alla specie e all'età dell'animale;
- il trasportatore deve assicurare ad ogni animale lo spazio che gli permetta di sdraiarsi o di alzarsi;
- il trasportatore deve assicurare una quantità adeguata della lettiera, che assorbirà le feci degli animali e diminuirà la scivolosità del pavimento;
- il trasportatore deve installare l'attrezzatura adeguata per l'abbeverazione e l'alimentazione degli animali, e deve assicurarsi che ogni animale abbia l'accesso ad essi;
- le pareti ed il tetto del mezzo di trasporto devono essere isolate nel modo che gli animali non sentano le condizioni atmosferiche sfavorevoli;
- il mezzo di trasporto deve assicurare agli animali aerazione adeguata, e se necessario, il riscaldamento;
Tutte queste prescrizioni sono sistematicamente violate.

Efficacia delle leggi dell'Unione Europea
L'indagine condotta da Viva! ha mostrato che la Direttiva dell'UE sul Trasporto è soltanto un cinico espediente, creato allo scopo di preservare il traffico di animali vivi da macello senza controllo e senza restrizioni. Siccome sull'intero territorio dell'UE non si eseguono controlli da parte di enti indipendenti, l'esportazione degli animali è praticamente una lotta libera e i cavalli che entrano nel territorio dell'UE non possono contare su una protezione migliore di quella che hanno nel loro paese d'origine. I legislatori nei paesi UE chiaramente mettono i guadagni del commercio di merce viva davanti alle enormi sofferenze de gli animali.

Conclusioni
I guadagni da questa attività immorale e non controllata si basano sulla violazione della legge. La legge, che è stata creata per proteggere i cavalli, viene ignorata perché la sua osservanza significherebbe la fine degli introiti del commercio di cavalli vivi da macello, e la definitiva morte dell'attività.
Più lungo è il viaggio dei cavalli, e minore è il lucro che ne deriva. Quindi, i trasportatori cercano di caricare più animali possibile, nel tempo minore possibile. E' questa la causa del trattamento così disumano di questi animali. Per rendere l'attivita più redditizia, i trasportatori violano le prescrizioni della legge riguardo ai tempi di sosta, alimentazione e abbeverazione. Succede che i cavalli non ricevono cibo ne acqua durante tutti i 5 giorni del viaggio.
E' molto preoccupante il fatto che la Polonia usi le regole della democrazia soltanto li dove esse non litigano con il lucro. La maggioranza di noi prova rispetto verso i cavalli, e sente repulsione per il solo pensiero di mangiare la carne equina. Consideriamo la relazione dell'uomo con il cavallo un'importante parte della nostra storia, cultura e tradizione. Questo commercio barbaro avviene all'oscuro e senza il consenso della nostra societa. E' per questo che abbiamo intitolato la nostra campagna "Non a nome mio".




































postato da BadAngel | 21:51 | commenti (3)