lunedì, aprile 19, 2004

Cuccioli aspettano Mamma Volpe legata ad un trattore
Da: animali e animali.it
http://www.animalieanimali.it

Storia a parziale lieto fine a Jesi in provincia di Ancona

19 aprile 2004 - Stanno bene mamma volpe e i suoi cinque cuccioli trovati venerdì mattina all’interno del fienile della Cooperativa agricola “Val di Cesola” in via Piandelmedico.
La cucciolata, rinvenuta a sorpresa dagli operai dell’azienda intenti a spostare alcune balle di fieno, è stata rimessa nel fienile dove sono venuti al mondo. Questo grazie al pronto intervento dell’associazione animalista “Lupus in fabula” di Pesaro che, appresa la notizia del ritrovamento ha spedito uno dei suoi volontari presenti nel territorio, Tony Barnoffi, a risolvere la spiacevole situazione che si era verificata. Inizialmente infatti, la proprietaria dell’azienda, non sapendo cosa fare di fronte alla scoperta e preoccupata che la volpe fosse portatrice di rabbia ha provveduto a far legare la volpe ad un trattore (l’animale è stato fermato tirandogli una corda con la quale gli sono state legate le zampe posteriori causandogli una sofferenza terribile visto che nel tentativo di liberarsi si è ferito anche alla bocca) e a far mettere i cuccioli in un sacco.
Per fortuna qualcuno, probabilmente tra gli operai, ha provveduto ha chiamare prima la forestale e poi il Coordinamento delle Associazioni Animaliste della Regione che ha telefonato immediatamente ai colleghi di “Lupus in fabula” che hanno spedito a Jesi il volontario Tony Barnoffi. Giunto sul posto Barnoffy ha convinto la proprietaria dell’azienda a far slegare l’animale e a far rimettere i cuccioli nel fienile dove erano stati messi al mondo.
L’associazione si occuperà ora di verificare che i cuccioli non siano rimossi in modo che la volpe, l’animale ieri è stato visto ancora in zona, possa accudirli fino allo svezzamento. Nel caso in cui non facesse più ritorno dai piccoli questi verranno portati in un centro di recupero per animali selvatici.






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sabato, aprile 03, 2004

“Racket dei cardellini” a Caltanissetta
Da: animali e animali.it
http://www.animalieanimali.it

Lav e Carabinieri stroncano un florido commercio di uccelli protetti: denunciato alla magistratura un uccellatore abusivo, sequestrati 15 cardellini affidati alle cure dell’associazione animalista

02 aprile 2004 - Un vero e proprio “racket” dei cardellini (Carduelis carduelis) era stato posto in essere da un anziano uccellatore nisseno che da tempo catturava illecitamente uccelli protetti, li allevava nella propria abitazione e poi li vendeva per strada, in pieno centro a Caltanissetta. A scoprirlo è stata, domenica scorsa nella centralissima piazza Garibaldi, la LAV che ha scoperto l’uomo intento a contrattare, come se nulla fosse, la vendita degli uccelli protetti. Subito la LAV avverte i Carabinieri e scatta l’operazione che porta alla fine di questo traffico illecito ed alla denuncia penale dell’uomo avanti la Magistratura.
Prima di essere condotto in caserma, l’uccellatore tenta di occultare i cardellini che stava vendendo; ma i militari, unitamente al responsabile nisseno della LAV Ennio Bonfanti (nominato per l’occasione ausiliario di polizia giudiziaria per l’identificazione degli animali), effettuano un blitz presso la sua abitazione e scoprono ben 15 cardellini detenuti abusivamente ed in pessime condizioni igieniche, destinati ad alimentare il lucroso commercio clandestino che si svolge anche nel Nisseno. Il Sostituto Procuratore della Repubblica dr. Rocco Liguori, quindi, dispone il sequestro della fauna protetta ed il suo affidamento, per le necessarie cure, alla LAV. I 15 cardellini saranno presto liberati in un’area idonea della Riserva naturale “Monte Capodarso e Valle dell’Imera” di Caltanissetta, dove troveranno l’habitat ideale.
“L’uccellagione, ossia la cattura di uccelli vivi con reti e trappole, è purtroppo una pratica diffusissima in tutta la Sicilia – spiega Ennio Bonfanti -. Vengono utilizzate grosse reti sistemate sul terreno e circondate dai richiami (altri cardellini rinchiusi in gabbiette) che, con i loro canti, attirano altri uccelli che finiscono in trappola. Sono soprattutto i cardellini ad essere sottratti al loro naturale stato di libertà mediante tali delittuose azioni di uccellagione, perché ricercati per la bellezza del variopinto piumaggio e per il melodioso canto. Vengono presi centinaia di uccelli al giorno, per un giro d'affari di notevoli dimensioni: un “buon esemplare” può arrivare a costare anche centinaia di euro…”.
L’operazione congiunta LAV-Carabinieri ha portato alla scoperta di una particolare pratica condotta dall’anziano uomo: sono state rinvenute gabbie con canarini e cardellini che venivano fatti riprodurre allo scopo di ottenere esemplari “ibridi”, non presenti in natura. Si tratta di animali molto ambiti presso gli “allevatori amatoriali” che ne apprezzano i gorgheggi dei maschi e che, essendo incroci ottenuti con canarini, consentono di aggirare la legge che protegge le specie selvatiche. “Il Nisseno è spesso meta di uccellatori provenienti dal palermitano o dal catanese – denuncia Bonfanti - che vengono a razziare le nostre campagne quasi indisturbati. I cardellini e tutti gli altri uccelli canori selvatici rientrano tra le specie protette dalla normativa statale e comunitaria sulla tutela della fauna, per cui la loro cattura, detenzione o commercio costituisce reato”.
La LAV esprime vivo apprezzamento per l’ottima azione condotta dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Caltanissetta, guidati dal Tenente Panighello e dal Capitano Lerario, i cui uomini si sono prodigati non poco per salvare questi animali ed affermare la legalità. Ora a carico dell’uccellatore abusivo sono state mosse le accuse di detenzione e vendita di fauna selvatica protetta in violazione della legge 157 del 1992 e di maltrattamento di animali ai sensi dell’art. 727 del codice penale. Gli uccellini, infatti, erano custoditi in ambienti bui, sporchi e malsani, in gabbie di ridottissime dimensioni che non gli consentivano di muoversi, piene di sterco ed in condizioni incompatibili con la natura selvatica degli animali.







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