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giovedì, luglio 22, 2004
Usa, abusa sessualmente di un pit bull: ricercato 27enne
Un uomo di 27 anni, Daniel J. Joyner, è ricercato dalla polizia di Chicago per avere abusato sessualmente di un pit bull. Il mandato di arresto è stato emesso dopo oltre due settimane di indagini su denuncia della proprietaria dell'animale. Joyner aveva ferito e violentato il cane, facendo anche danni in casa. L'uomo rischia nove anni di carcere e una multa di 75 mila dollari.
venerdì, luglio 16, 2004
Dissequestro canile Casa Luca di Roma: volontari contrari
Il gip del tribunale di Roma ha disposto il dissequestro del canile "Casa Luca" all'Ostiense con relativa restituzione dei cani dopo l'estinzione per prescrizione della contravvenzione di maltrattamenti e il patteggiamento a tre mesi per l'inadempimento di contratti di pubbliche forniture concordato ai proprietari dal pm Giuseppe Saieva. Ma i carabinieri (che hanno sospeso le operazioni in attesa di sapere se i comuni vogliono riprendersi i cani) non hanno potuto notificare il provvedimento ai titolari della struttura, Silvio Mastrantoni e il figlio Gianluca, per l'opposizione dei volontari, al lavoro nel canile dopo che il 19 gennaio del 2002 il pm Saieva sequestrò 1100 cani (dei comuni del Lazio escluso quello di Roma) nominando come custode giudiziario Monica Cirinnà consigliere delegato per i diritti degli animali. Il caso del canile "Casa Luca" scoppiò all'indomani di una puntata di "Striscia la notizia" e la procura di Roma accertò che i cani randagi ospiti della struttura al costo all'epoca di 3.500 lire di pensione al giorno, raccolti in quarantacinque comuni del Lazio, non venivano curati ed erano mal nutriti: veniva dato loro un pastone composto per il novanta per cento da pane stantio ammuffito bagnato e per il resto da rigagli di mattatoio crudi con pericolo di epidemie. Gli investigatori appurarono che addetti al sostentamento degli animali erano quattro rumeni che alloggiavano in quattro box per cani e che gettavano il cibo a manciate nelle gabbie in mezzo agli escrementi. Gli animali, poi, stavano in promiscuità senza essere divisi per sesso e indole con la conseguenza di riproduzioni incontrollate (i cani non venivano sterilizzati) e aggressioni a volte causa di morti, dovute anche a stenti. Il maltrattamento di animali si è prescritto in due anni, nelle more delle indagini condotte sull'altra ipotesi di reato; quindi il sequestro, che era stato emesso sul presupposto di vessazioni ai danni dei cani, non ha più ragion d'essere. Rimane incerto adesso il destino di cinquecento “quattro zampe” che dovranno trovare un'altra sistemazione. Piu' fortunati gli altri cani (del gruppo dei 1100) che sono stati adottati.
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