domenica, febbraio 27, 2005

ANIMALI, UNA FIRMA PER LA MUTUA
22 feb 05 – P. Simonetti 
L’iniziativa di Diana Martino, attivista e animalista di Roma.

  
22 febbraio 2005 - Il “tam tam” si è diffuso in fretta, come un richiamo di aiuto atteso da tempo e condiviso da molti, ma a cui nessuno osava dare il via. A mettere insieme, da sola, la volontà di tanti italiani è Diana Martino, attivista animalista da 30anni a Casal Palocco, piccolo centro a pochi chilometri dalla costa romana, che ha deciso di raccogliere firme per l’istituzione di un’assistenza sanitaria pubblica per i nostri amici a quattro zampe. 500 le adesioni giunte “nero su bianco” in sole due domeniche di presenza alla fiera attiva a Le Terrazze di Casal Palocco, senza contare le centinaia di telefonate che Diana riceve ogni giorno da mezza Italia e le raccolte in corso nei centri fissi di Ostia e Palocco.
”Sono bastati due trafiletti di segnalazione della mia iniziativa pubblicati su un paio di quotidiani nazionali con sede a Roma – racconta Diana – e da domenica della scorsa settimana si è scatenato il putiferio!”. La sua linea telefonica casalinga bolle: la signora Martino ha ricevuto adesioni, testimonianze e richieste di informazioni da Milano e da molte cittadine della Toscana. Un coro di consensi, aiutato anche dal passaparola, che ha spinto la promotrice ad organizzare centri fissi di raccolta firme a Milano, Monza, Lecco, Varese, Siena, Lucca e naturalmente Roma.
L’idea di cominciare una lotta lunga e dura come questa, a Diana frullava in testa da tempo, a seguito del suo incrollabile impegno solitario a favore del centinaio di cani malandati che ha salvato da stenti e morte sicura, molti dei quali malati e bisognosi di cure continue, un gravoso impegno anche economico che l’ha ridotta sul lastrico. Costi che condividono, nel loro piccolo, milioni di cittadini. Secondo gli ultimi dati dell’Istat, infatti nelle famiglie italiane ci sono più animali che bambini: in tutto le bestiole presenti nei nuclei familiari, sono 14 milioni divise in 7,5 milioni di gatti, 7 milioni di cani. Cifre queste che, secondo l’istituto di statistica, sono destinate a duplicarsi nei prossimi anni.
Gli animali, dunque, se si configurano come un bene sociale salvando, ad esempio, da solitudine e depressione milioni di anziani, si rivelano anche un costo sociale, poiché proprio i maggiori possessori di animali sono una fascia quasi sempre debole dal punto di vista economico. E i conti sono presto fatti: per un semplice intervento di sterilizzazione un veterinario chiede almeno 300 euro, per un giorno di sola permanenza di una bestiola in clinica ne chiede 15, a cui si aggiungono i costi di farmaci e terapie varie.
Le confezioni dei medicinali di uso più comune, antifettivi, sverminanti, antibiotici, per patologie cardiache, spesso non contenenti più di 20 compresse o fiale, partono da un costo minimo di 10 euro a scatola, farmaci non di rado somministrati all’animale anche due volte al giorno. I più informati, e sono pochi, fanno notare che i principi attivi dei farmaci specifici per animali, spesso sono gli stessi dei medicinali per gli umani, ma in commercio hanno un costo doppio. Queste poche cifre rendono, anche se in parte, il quadro della spesa annuale a cui sono esposti i proprietari di animali che, sempre più spesso, denunciano come la cura di questi ultimi si stia trasformando in un vero e proprio lusso; a scapito di tutte le campagne informative e gli sforzi di molti mirati a costruire una cultura del “non abbandono”.

Per firmare la petizione: Ottica Donato - Via della Stella Polare n°35 – Ostia, Ottica Donato – “Le Terrazze” - Casal Palocco Per informazioni: Diana Martino 06/50.91.15.52 – Ufficio stampa: 347.44.83.880

postato da BadAngel | 18:39 | commenti (2)

domenica, febbraio 13, 2005

Un milione di anni prima dell'uomo pascolavano sulle vaste praterie solitarie vivendo di voci che solo loro riuscivano ad ascoltare.
Conobbero l'uomo come la preda conosce il cacciatore perché prima di usare i cavalli per il suo lavoro, l'uomo li uccideva per la carne.
L'alleanza con l'uomo sarebbe stata fragile perché il timore che egli aveva instillato nei loro cuori era troppo profondo per poterlo rimuovere.
Sin da quel primo momento del Neolitico in cui un cavallo veniva imbrigliato, ci furono degli uomini che l'avevano intuito;
essi potevano vedere nell'animo di quelle creature e lenire le ferite che vi trovavano.
I segreti bisbigliati dolcemente nelle orecchie turbate...
Questi uomini erano conosciuti come i Sussurratori.

Da "L'UOMO CHE SUSSURRAVA AI CAVALLI"
(The Horse Whisperer)

postato da BadAngel | 19:47 | commenti