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domenica, agosto 21, 2005
ORSI. AGRICOLTORI E CERCATORI DI TARTUFO, PERICOLI NUMERO UNO
Da: animali e animali.it
http://www.animalieanimali.it
Per i platigradi i pericoli non arrivano solo dai bracconieri ma, in molti, muoiono per avvelenamento
17 agosto 2005 - Anche nel 2005 sono stati diversi i casi di orsi uccisi dall'uomo. "Ma sbaglia chi crede che si tratti solo di bracconieri". A spiegare che quello delle uccisioni di orsi e' un fenomeno "trasversale" e' Luciano Sammarone, coordinatore del progetto life sugli orsi: report che rappresenta l'ultima fotografia disponibile sulla salute e la consistenza della popolazione di orsi in Abruzzo.
"La maggior parte degli animali- spiega- non viene piu' ammazzata a fucilate. Per lo piu' e' avvelenata. Il pericolo piu' grande per questi animali non sempre viene dai bracconieri". Il veleno infatti, arma poco selettiva che fa strage di qualsiasi animale, e' un mezzo di uccisione "tipicamente utilizzato da agricoltori ma anche dai cercatori di tartufi". Il tentativo e' quello di eliminare gli ostacoli alla propria attivita': i pastori e gli agricoltori vogliono far fuori cinghiali e lupi, i cercatori di tartufi invece i cani dei concorrenti "e a rimetterci sono gli orsi che mangiano le esche avvelenate destinate ad altri animali". Non a caso molti degli orsi uccisi col veleno sono stati ammazzati non con la stricnina ma con i pesticidi, normalmente usati in agricoltura. Le uccisioni di orsi sono "un problema trasversale che interessa non solo i bracconieri", avverte Luciano Sammarone.
La maggior parte degli orsi "non viene sparato ma ucciso in altri modi. c'e' una sostanziale differenza tra orsi e lupi: i lupi per il 30 per cento muoiono perche' colpiti dalle doppiette. mentre per gli orsi la percentuale di quelli colpiti dai bracconieri e' sensibilmente diminuita gia' dagli anni '90. anche perche'- spiega Sammarone- non c'e' piu' un mercato dove rivendere il trofeo. I cacciatori che sparano agli orsi lasciano sul terreno la carcassa".
A preoccupare i ricercatori e' anche un altro fenomeno: "sale infatti il numero di 'sbagli venatori': i cacciatori confondono cinghiali e orsi. negli ultimi anni- sottolinea Sammarone- abbiamo assistito a una decadenza della cultura venatoria: cresce l'ignoranza di chi va a caccia. Non si conosce piu' il territorio e gli animali: pochissime doppiette riescono a distinguere la sagoma di un cinghiale da quella di un orso". Ci sono infine i cacciatori della domenica "quelli- spiega Sammarone- che vanno a caccia una volta ogni tanto e per ottimizzare il costo della loro unica giornata di attivita' sono disposti a sparare a qualunque cosa si muova". (Ansa)
venerdì, agosto 19, 2005
YELLOWSTONE, GLI ORSI FUORI DALLA LISTA DEGLI ANIMALI PROTETTI?
Da: animali e animali.it
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Il progetto allo studio delle autorita' non ha mancato di sollevare le critiche delle associazioni ambientalistiche che temono una rapida corsa verso l'estinzione del simbolo del parco
18 agosto 2005 - Gli orsi del parco nazionale dello Yellowstone potrebbero presto uscire dalla lista degli animali protetti. Il progetto allo studio delle autorita' non ha mancato di sollevare le critiche delle associazioni ambientalistiche che temono una rapida corsa verso l'estinzione del simbolo del parco.
Gli orsi dello Yellowstone, da quando sono stati dichiarati specie protetta 30 anni fa, sono triplicati causando alcuni problemi di gestione. In particolare si lamentano gli allevatori di bestiame che vivono nelle vicinanze del parco e che sostengono di aver subito la perdita di numerosi capi a causa degli attacchi degli orsi. Secondo gli animalisti, e' vero che ci sono problemi del genere ma la decisione di togliere gli orsi dalla lista delle specie protette e' affrettata e rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza di questi animali.
Dei 50.000 Ursus arctos horribilis, nome scientifico di questi orsi, che vivono in Nord America, soprattutto tra l'Alaska e il Canada, oggi nello Yellowstone ne rimangano circa 1.200. La proposta non verrebbe estesa alle minoranze di orsi che si trovano negli stati del Montana, Idaho, Wyoming e Washington. (Apcom)
LA STORIA DI GREG, CANE LAVORATORE DIVENUTO ORMAI DI TROPPO!
Da: animali e animali.it
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Per anni ha aiutato il suo padrone non vedente. Oggi anche lui ha problemi di vista ed è stato soppiantato da un altro animale. Ora cerca casa!
16 agosto 2005 - Cari amici, vi scriviamo per raccontarvi la storia di Greg, un amico nato e vissuto per aiutare l'uomo e che adesso ha bisogno di tutto il nostro aiuto.
Greg è un cane, un cane speciale, un cane che non ha potuto scegliere di essere un cucciolo come gli altri perché fin da giovane gli era stato affidato un compito importante, ed egli lo ha svolto con tutta la dedizione e l'amore che solo un cane sa dare.
Greg è un cane guida per non vedenti. Greg è un dolcissimo labrador di undici anni, dieci dei quali passati a fianco del suo proprietario, accompagnandolo dovunque e permettendogli così una vita "normale" in società, al lavoro, in strada e in famiglia. Finché un giorno, per un crudele scherzo del destino, Greg ha iniziato ad accusare a sua volta dei problemi alla vista. La diagnosi è di cataratta bilaterale congenita, il che non gli impedisce di essere un ottimo cane da compagnia per la sua famiglia e soprattutto per il bambino che divide la stanza con lui, ma è stato abbastanza perché la scuola di addestramento potesse decidere di togliergli per sempre il patentino di cane guida, e quindi la copertura assicurativa che avrebbe garantito al suo affidatario il risarcimento in caso di incidenti.
A ottobre sarà assegnato al proprietario di Greg un nuovo cane, un maschio di dodici mesi, e purtroppo il rapporto di esclusività che deve instaurarsi fra un non vedente e il proprio "accompagnatore" rende impossibile la convivenza dei due cani in un appartamento.
In poche parole il buon Greg è diventato di troppo! E' per questo che stiamo cercando una nuova casa per Greg, con una famiglia in grado di ricambiare tutto l'amore che egli è in grado di dare ancora per tanti anni.
Siamo sicuri che con il vostro aiuto ci riusciremo, Greg lo merita. Lo merita per il suo sguardo dolce e sincero. Lo merita perché dopo tanti anni dedicati all'uomo senza chiedere niente in cambio, è ora che anche lui possa vivere in pace e ricevere un po' d'amore senza dovere, in cambio, lavorare. Grazie a tutti.
Paolo Migliaccio
Delegazione LAV Abruzzo 347 8776719
E-mail: lav.abruzzo@infolav.org
lunedì, agosto 08, 2005

domenica, agosto 07, 2005
PIANOSA, DUE BALENE NEI GUAI, COLPA DELLA NAVE NATO?
Da: animali e animali.it
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Animalisti Italiani sollevano dubbi su nave Alliance
02 agosto 2005 - Dopo la spiaggiamento della nave Nato da ricerca oceanografica Alliance, nelle acque dell'isola di Pianosa, nel parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, sono stati ritrovati due capodogli in "evidente disorientamento e difficolta'".
La notizia delle operazioni di ricerca della nave del Saclant "Alliance" nelle acque di Pianosa, diffusasi soprattutto a causa dell'incidente che ha costretto il comandante della nave cercare rifugio a Cala Giovanna per evitare il naufragio, "deve farci riflettere bene”, dichiara Ilaria Ferri direttore del settore Ambiente Marino dell'associazione Animalisti Italiani. "Sara' forse solo una coincidenza che ben due capodogli, quasi contemporaneamente tra martedi' e mercoledi' scorso, sono stati ritrovati in evidente disorientamento e in difficolta'? Uno e' stato ritrovato a circa 150 metri dalla costa presso la Baia di Coccorocci in prossimita' di Arbatax e l'altro presso il Golfo di Policastro. Quest'ultimo sembra che a fatica stia riprendendo il largo proprio in queste ore", racconta l'esponente animalista.
"Che tipo di ricerche- chiede Ferri- stava conducendo la nave Alliance? Mi sembra davvero una strana coincidenza quella che due capodogli, contemporaneamente, si avvicinino alla costa mostrando sintomi riferibili a confusione e smarrimento. E' ben noto infatti che l'uso di sonar a bassa frequenza utilizzati anche dalle stesse navi da ricerca del Saclant, creino problemi ai mammiferi marini e possano indurre lo spiaggiamento oltre a causare danni irreversibili molto gravi fino a conseguenze letali (emorragie etc.)".
Gli Animalisti Italiani annunciano che chiederanno chiarimenti sulle attivita' della nave “Alliance” al Procuratore che sta indagando sul caso. Nel caso si dimostrasse che i due animali sono sttai danneggiati dai sonar, "si prefigurerebbe un reato ben preciso e forse non solo uno, di certo si tratterebbe di una grave forma di maltrattamento inflitta ad animali di specie protetta, per la quale non resteremo di certo fermi a guardare".
Clonato il primo cane. LAV: orrore
Da: LAV
http://www.infolav.org/
03/08/2005 - Il primo cane clonato nella storia, battezzato Snuppy e la cui nascita è stata annunciata oggi dal ricercatore sudcoreano Hwang Woo Suk, “da quanti esperimenti fallimentari è stato preceduto?” Lo chiede la LAV – Lega Anti Vivisezione che condanna gli esperimenti di clonazione, a partire dalla creazione di Dolly, la prima pecora clonata e poi morta perché affetta da varie patologie. Non è un caso, infatti, che l’altro cane nato insieme a Snuppy sia morto dopo 22 giorni per polmonite.
La LAV ricorda che uno studio - basato su dati INFIGEN, una delle multinazionali clonatrici, e su studi di Atsuo Ogura del National Institute of Infectious Diseases di Tokyo - pubblicato anche dalla testata inglese New Scientist, rivela che il 75% degli embrioni animali clonati muore entro i primi due mesi di gravidanza e che comunque il 25% nasce morto o con deformità incompatibili con la vita. Da 100 cellule di partenze mediamente una sola diverrà un animale “adulto e sano”. Gli individui malformati vengono soppressi alla nascita oppure vengono eutanasizzati dopo aver sofferto per un’imprevista malattia. Ecco perché la notizia di tali esperimenti viene resa pubblica solo dopo alcune settimane o mesi dall’evento, ovvero quando l’animale sopravvive almeno alla prima fase della sua esistenza da “creatura da laboratorio”. I problemi che più di frequente presentano gli animali clonati sono: taglia corporea più grande del normale, patologie cardiache e polmonari, reni deformi, blocchi intestinali, deficienze immunitarie, diabete, tendini di lunghezza inferiore al normale, ecc. Le tecniche di clonazione animale sono ancora molto lontane dall’essere perfettamente collaudate: questo vuole dire bassa efficienza delle procedure, che tradotto in altri termini significa perdita di vite animali, fatto che però molti scienziati si guardano bene dal dichiarare pubblicamente.
“Prima di definire tali esperimenti un successo e di gridare alla loro fantomatica utilità per l’uomo, i ricercatori dovrebbero rivelare gli orrori dei loro insuccessi e i forti limiti di ciò che definiscono ‘una vittoria’, e spiegarci quale e quanto business alimenta questi esperimenti – dichiara Roberta Bartocci, biologa e responsabile LAV settore Vivisezione – Solo così politici, cittadini e mass media avranno davvero gli elementi per poter giudicare l’utilità, per i malati, di queste ricerche che di certo sono contro ogni etica. In Occidente l’opinione pubblica ha più volte condannato tali esperimenti; ci auguriamo che paesi come Corea e Cina non diventino la nuova frontiera di esperimenti contro ogni etica e contro ogni regola, e che ogni nazione investa maggiori risorse in favore dei metodi alternativi alla sperimentazione animale”.
sabato, agosto 06, 2005
OCCHIO AGLI ANIMALI IN NATURA; DAL WWF LA MAPPA DEGLI AVVISTAMENTI
Da: animali e animali.it
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Dopo l'incontro con l'orso marsicano in Abruzzo
04 agosto 2005 - Quello con l'orso marsicano di ieri, al Parco d'Abruzzo, e' solo uno degli incontri ravvicinati che si possono fare nell'estate italiana lungo tutto lo stivale, sia al mare che in montagna, durante gli spostamenti nel corso di passeggiate in luoghi naturali oppure durante i trasferimenti in nave. Per questo il Wwf ha realizzato una mappa degli avvistamenti sottolineandone anche la difficolta'. Quindi dall'orso al lupo, dai mammiferi marini nel Santuario dei cetacei tra Italia, Principato di Monaco e Francia alle tartarughe marine nel braccio di mare che separa l'Italia dalla Tunisia, il Canale di Sicilia, alle berte, assidue frequentatrici delle coste delle isole minori e soprattutto dei Parchi dell'Arcipelago Toscano, della Maddalena ma anche delle isole Pontine e delle Tremiti. I piu' difficili da avvistare sono l'orso, il lupo ma anche aquila reale e avvoltoi. Per classificare la difficolta' il Wwf ha assegnato cinque stelle sono per gli animali piu' schivi.
Ecco il vademecum del Wwf:
- ORSO BRUNO MARSICANO (5 stelle): l'orso frequenta Valli e grandi boschi silenziosi, vette e torrenti. E' il simbolo dell'Appennino abruzzese, e' timido e schivo, ama la solitudine e vagabondare alla ricerca del cibo. Mangia un po' di tutto prediligendo una dieta vegetariana, dalla frutta al miele, dalle radici ai germogli. La sua sopravvivenza e' legata alla salute delle foreste in cui vive. Non si conosce con certezza quanti individui sono rimasti (alcune recenti stime parlano di soli 50-60 esemplari in tutto l'Appennino centrale), la sua presenza e' un barometro sicuro dello stato di buona salute degli ambienti montani e delle foreste. A tal proposito il Wwf lavora da tempo a fianco del Parco Nazionale d'Abruzzo per una gestione corretta delle risorse forestali e per contrastare il bracconaggio che minaccia l'ultimo guardiano selvaggio dei nostri boschi.
- GIPETO (3 stelle): questo avvoltoio, con un'apertura alare di tre metri e l'unico che si nutre di ossa, frequenta il Parco Nazionale dello Stelvio e quello Regionale delle Alpi Marittime.
Sterminato dalle Alpi alla fine dell'800 (sembra che l'ultimo esemplare sia stato ucciso in Val d'Aosta nel 1913), e' oggetto di un progetto di reintroduzione, finanziato anche dal Wwf, a partire dal 1987, che prevede il rilascio ogni anno di alcuni giovani esemplari provenienti da centri di allevamento. Alcune stime parlano della presenza di 70-80 individui sull'arco alpino.
- LUPO (5 stelle): il lupo italiano (Canis lupus) e' diffuso lungo tutta la catena appenninica, dall'Aspromonte e attraverso l'Appennino Tosco-Emiliano, fino alle Alpi Marittime e a quelle occidentali (in Piemonte, con ricolonizzazioni anche sul versante francese: nel 1992 venivano segnalati due lupi nel Parco Nazionale del Mercantour). Negli anni '70 era vicino all' estinzione: restavano appena un centinaio di esemplari nascosti sulle montagne dell'Abruzzo e della Calabria. Grazie alle azioni di sensibilizzazione messe in atto dal Wwf, la specie inizio' ad essere protetta, la popolazione crebbe e le stime attuali parlano di circa 400-500 su tutto il territorio italiano.
- L'AQUILA REALE (3 stelle): la regina delle montagne e' diffusa nei piu' integri ambienti alpini ed appenninici. Si stima che la sua popolazione conti in Italia circa 400 coppie. Non serve allontanarsi poi di molto dalle grandi citta' per avere la possibilita' di scorgerla. Nel Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili nel Lazio, ad appena una trentina di chilometri da Roma, puo' accadere di vedere una coppia di aquile reali intente a controllare a bassa quota il proprio territorio.
- IL GRIFONE (3 stelle): diffuso nelle zone montuose a scarsa copertura arborea e' uno dei piu' grandi avvoltoi europei. In Italia si e' estinta ovunque, tranne in Sardegna dove vivono stabilmente circa 40 coppie. Oggi, grazie a progetti di reintroduzione, e' possibile ammirarlo anche a Forgaria in Friuli oppure nel Parco Naturale Regionale Sirente-Velino in Abruzzo. Gli animali liberati hanno dato vita a tre colonie che risiedono stabilmente sull'Appennino abruzzese.
- IL FENICOTTERO (una stella): inconfondibile presenza delle lagune salmastre lungo le coste. La Sardegna con i suoi stagni costieri, come quelli del Sinis in provincia di Oristano, e' una zona di passaggio importante, e un ottimo punto di osservazione.
(ANSA)
mercoledì, agosto 03, 2005
INDOSSI UNA CALDA E BELLA PELLICCIA?
VORRESTI UNA PELLICCIA PER SFOGGIARLA CON GLI AMICI?
COMPLIMENTI
VEDI QUESTO VIDEO
E TORNA A DIRCI COME TI SENTI ORA!!
SIAMO UMANI, MA NON CI COMPORTIAMO DA "UMANI"
PROVA A PENSARCI MENTRE
METTI O PENSI DI VOLERE UNA PELLICCIA
la pelliccia è degli Animali, non nostra!!!!!!!!!!
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