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domenica, novembre 13, 2005

venerdì, novembre 11, 2005
PARCO DELLA MAJELLA, NEL 2005 NATI 65 CAMOSCI, E' UN RECORD Da: animali e animali.it http://www.animalieanimali.it
Censimento nell'are aprotetta, la popolazione sale a quota 300
11 novembre 2005 - Oltre 65 camosci sono nati nel Parco Nazionale della Majella nel corso del 2005: il dato, che costituisce un record per l'area protetta, e' emerso nel corso del censimento autunnale, che porta la stima della popolazione complessiva di camosci del parco a circa 300 esemplari. Durante il censimento, nonostante condizioni meteo ed ambientali - presenza di neve e ghiaccio in quota - non proprio ideali, sono stati conteggiati 271 (numero minimo certo) camosci. Il Camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata) e' un' entita' faunistica prioritaria a livello comunitario, considerata a rischio di estinzione e per questo inserita nella lista rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Le cause di questa ''criticita''' sono da ricercare nel basso numero di individui tuttora presenti - per ben due volte nella corso del XX secolo il totale e' sceso sotto i 40 esemplari - nella ridotta estensione delle aree occupate (limitata solo ad una parte dell'Appennino centrale) e per la distribuzione estremamente frammentata di queste aree. Inoltre la bassa variabilita' genetica, determinata dal lungo periodo di tempo in cui questa specie e' vissuta a densita' molto basse e con una distribuzione geografica estremamente limitata, ha aumentato ulteriormente il rischio che le popolazioni residue non siano in grado di rispondere adeguatamente a drastici mutamenti climatico-ambientali o di resistere all'insorgenza di epidemie. In questo contesto la reintroduzione di un nucleo di 30 animali sulla Majella, avvenuta a partire dal 1991 per cercare di ridurre e limitare questi fattori di minaccia, si sta rivelando con il passare degli anni sempre piu' un successo, anche e soprattutto grazie alla qualita' della gestione del territorio dell'area protetta adottata dall'ente Parco Nazionale della Majella in tutti questi anni e riconosciuta anche da importanti organismi qualificati internazionali. A cio' si aggiunge la fondamentale attivita' svolta nell'area faunistica di Lama dei Peligni (che presto sara' affiancata da una nuova area faunistica nel comune di Pacentro) sia per quello che concerne la sensibilizzazione della opinione pubblica attraverso attivita' di educazione ambientale, sia per la rilevanza primaria nelle attivita' di ''Captive Breeding''. La riproduzione in cattivita' della specie e l'utilizzo dei camosci nati (ben 11 negli ultimi tre anni nelle strutture del Parco) come animali fondatori per le nuove aree faunistiche e per progetti di reintroduzione in natura riveste infatti un ruolo primario nelle strategie di salvaguardia della specie. Il complesso dei dati acquisiti in questi anni nell'ambito del Progetto Life, anche grazie al rilascio di quattro camosci dotati di radiocollari (che saranno seguiti a breve da altri rilasci), e all'attivita' radiotelemetrica condotta dal personale dell'ente, ha evidenziato un incremento notevole della popolazione presente nel Parco Nazionale della Majella, passata dai circa 100 camosci del 2000-2001 agli oltre 270 conteggiati nel censimento di ottobre 2005, con un tasso di incremento medio annuo superiore al 25%. Molto elevato, e in crescita, anche il tasso di natalita', con 23 piccoli nati nel 2001, 34 nel 2003, 54 nel 2004 fino ad arrivare agli oltre 60 nell'anno in corso. A questi dati si aggiunge una percentuale di sopravvivenza dei nuovi nati, ma anche dei piccoli di un anno, estremamente elevata ed incoraggiante, determinata dalla elevata idoneita' ambientale delle aree frequentate dalla specie, oltre che dalle densita' ancora basse in relazione all'areale potenziale della specie nel territorio del Parco. Relativamente alla distribuzione nel territorio del Parco i dati raccolti hanno evidenziato come i branchi piu' numerosi sono concentrati, durante il periodo estivo, sulle quote piu' elevate della Majella, spesso ad oltre 2.500-2.600 metri, mentre in inverno sono frequentati in particolare i lunghi valloni del versante orientale. Oltre ad un notevole incremento numerico, con un tempo di raddoppio della popolazione che in questa fase e rimanendo questi i ritmi, e' di soli tre anni, i camosci stanno evidenziando in questa fase anche una importante processo di espansione territoriale che sta portando alla colonizzazione di nuove aree e massicci montuosi all'interno dei confini del Parco.
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