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lunedì, settembre 25, 2006
LUPI TORNANO VICINO ROMA, PROVINCIA ATTIVA INDENNIZZI
Da: animali e animali.it
http://www.animalieanimali.it
Riformulato il Regolamento, più certezze per allevatori meno conflitti su animali
20 settembre 2006 - 'La Giunta Gasbarra dopo circa venti anni ha rinnovato completamente il Regolamento provinciale per l'indennizzo, trasmettendolo a tutti i Comuni e pubblicizzandolo attraverso l'affissione di manifesti e la distribuzione di materiale informativo ed avvisi agli allevatori e agli agricoltori. Oltre ai danni causati dai lupi, sono stati inseriti anche quelli provocati da cani selvatici, in quanto nei certificati dei veterinari delle Asl spesso risultano morsi di canidi, impedendo quindi il successivo risarcimento'. Lo ha detto l'assessore provinciale all'Ambiente e Agricoltura, Sergio Urilli che commenta cosi' il ritrovamento nella Valle dell'Aniene di alcuni bovini sgozzati dai lupi.
'Nel regolamento - ha detto Urilli - sono stati inseriti, a totale onere della Provincia di Roma, anche i danni a colture da parte di bovini inselvatichiti, unica Provincia in tutta Italia, per i quali sono stati stanziati altri 50mila euro. Sono stati previsti infine finanziamenti a progetto riguardanti misure di sicurezza e di prevenzione da adottare contro gli attacchi dei lupi anche attraverso l'addestramento di cani da guardia e la realizzazione recinti specifici'.
L'assessore ha spiegato che 'e' possibile inoltrare la domanda di risarcimento utilizzando i modelli disponibili negli uffici del Servizio Agricoltura, sul sito www.provincia.roma.it o in quelli del Comune di residenza. A dicembre 2005 sono stati liquidati indennizzi per un totale di 200mila euro a favore di circa 90 richieste di risarcimento, mentre per il 2006, dopo l'entrata in vigore del nuovo regolamento provinciale per l'indennizzo dei danni provocati alle colture agricole, agli allevamenti e alle opere approntate sui terreni ricadenti sul territorio provinciale comprese le aree protette gestite dalla Provincia di Roma da parte di predatori, dalla fauna selvatica, da bovini abbandonati o inselvatichiti, dai cani randagi e da sconosciuti nel corso dell attivita' venatoria, sono gia' pervenute oltre 30 domande'.
'Sta per partire inoltre - ha concluso Urilli - un progetto dell'amministrazione Gasbarra che prevede il censimento dei lupi del territorio e l'apposizione su di loro di microchip per poterne monitorare e seguire gli spostamenti, mentre con le Comunita' Montane, i Comuni e le popolazioni delle aree interessate e' stata avviato una campagna di informazione per favorire la segnalazione dei danni subiti e la compilazione delle domande di rimborso, che pur essendo estremamente semplici, a volte non vengono consegnate. E' ovvio che resta necessaria una ispezione veterinaria per i danni ad animali e una verifica agronomica per i danni all'agricoltura in quanto essendo rimborsi pubblici deve essere rispettata la procedura amministrativa'.
(ANSA)
domenica, settembre 24, 2006
MUORE DI STENTI LEGATO A UN ULIVO
Da: animali e animali.it
http://www.animalieanimali.it
Mara, provincia di Cagliari. L’agonia di un cane costretto per giorni senza acqua né cibo
21 settembre 2006 - L’avevano visto in tanti quel povero cane, sdraiato sotto un albero di ulivo a pochi passi dalla strada che collega il centro abitato di Maracalagonis alla statale 125. Se ne stava lì, quasi immobile, all’ombra, quando la chioma della pianta riusciva a ripararlo dai raggi del sole. Ma quale tappeto di zolle, per la povera bestia, non era una cuccia scelta. Né comoda, né accogliente. Era una prigione, la prigione dove è rimasto per giorni e giorni fino alla morte, sopraggiunta probabilmente per fame e sete, per i lunghistenti e le sofferenze sopportate.
Non si muoveva, quel cane dal pelo lungo color ruggine con il dorso nero. Non poteva farlo perché una fune gli impediva di andar via, fuggire, trovare una pozza d’acqua per dissetarsi. “l’ho vista chissà quante volte, quella povera bestia. Pensavo riposasse, che se ne stesse tranquilla. I quella strada ci passo spessissimo ma solo l’altro giorno mi sono accorta che era morta”, racconta Lucia Madeddu, proprietaria di un negozio di animali a Sinnai. “Purtroppo il cane era stato legato con una corda di rafia, una fune neppure troppo grossa ma sufficiente a impedirgli, forse per mancanza di forze, di strapparla e fuggire”.
Chi ha legato il cane al tronco dell’ulivo?
Chi è il responsabile del maltrattamento di una povera bestia morta di stenti a pochi metri da una strada comunque trafficatissima?
“Spesso nell’uliveto si radunano parecchi cani randagi, l’altra mattina ce ne saranno stati almeno una trentina. Nel mio negozio ne sento di tutti i colori, proprio per il lavoro che faccio raccolgo parecchie testimonianze di sevizie e maltrattamenti agli animali. Ho sentito di cuccioli con le orecchie tagliate, di cani bruciati vivi, di incredibili brutalità”, aggiunge Lucia Madeddu.
L’ultima volta è stata il cane nero e ruggine che qualcuno ha legato a un albero, magari per abbandonarlo in fretta e furia. Con una fune sottile che avrebbe dovuto consentirgli di liberarsi in poco tempo.Ma on ce l’ha fatta.
(a. pi.)
L'Unione Sarda
lunedì, settembre 04, 2006
CINA, UN ALTRO MASSACRO DI CANI
Da: animali e animali.it
http://www.animalieanimali.it
01 settembre 2006 - Shandong reagisce alle morti per rabbia con un massiccio massacro di cani. L’OIPA ha ricevuto la conferma da parte di associazioni cinesi a protezione degli animali, con cui è entrata in contatto nella Provincia di Shandong, che un secondo brutale massacro di cani è iniziato, questa volta a Jining.
I funzionari del Governo hanno annunciato il progetto di uccidere tutti i cani entro un raggio di 3 miglia dal luogo in cui si sono verificati recenti casi di rabbia, ma non ha svelato quanti cani saranno uccisi. Dopo le prime uccisioni a Yunnan, i funzionari a Jining hanno ordinato un black-out di mezzi di comunicazione, dando il permesso soltanto a un giornale locale di inviare i suoi giornalisti per scrivere del massacro.
Un funzionario del centro di Jining per il controllo delle malattie e la sorveglianza ha detto: "Non posso rivelare qualunque informazioni perché questa è una situazione epidemica e ho bisogno dell'autorizzazione per poter parlare." Ma i mezzi di comunicazione di Stato hanno detto che tutti i cani entro un raggio di tre miglia dal luogo in cui si è verificato ogni caso di rabbia sarebbero stati uccisi. Sedici villaggi nella provincia sono stati colpiti dalla malattia.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità dice che le recenti contromisure sono state eccessive. "La rabbia è un problema grande per la Cina ed è anche probabilmente poco segnalato," ha detto Roy Wadia dell'ufficio di Pechino dell'agenzia delle NU. "Ma noi non incoraggiamo questo genere di misure drammatiche. Non ce ne sarebbe bisogno se misure adeguate di vaccinazione e sorveglianza fossero state poste in essere." (Jonathan Watts in Beijing, Friday August 4, 2006 - The Guardian).
Verso la fine del mese scorso, un ragazzo cinese ha detto, con la voce ancora piena di commozione, che lui e suo padre sono stato forzati a portare i loro due pastori tedeschi in una pubblica piazza e ad impiccarli ad un albero. Il ragazzo, Xia Shaoli, non era solo nel suo dolore. I funzionari della Contea di Mouding, nella Provincia di Yunnan sud occidentale avevano ordinato lo sterminio di massa di cani, animali domestici come pure randagi, dopo che tre persone sono morte a causa della rabbia. E una folla si è riunita attorno a un grande albero nel villaggio di Xiajiashan, i proprietari si sono conformati uno dopo l'altro con il comando di impiccare i loro cani. (New York Times, By Sophie Beach : 2006-08-10)
Luping Zhang, fondatrice del “Beijing Human and Animal Environmental Education Center”, ha detto che non ci sono leggi in base alle quali i cittadini possono fermare le uccisioni. Quest’anno, altri massacri si sono svolti in altre zone della Cina, anche se il Governo afferma che non ha una politica standard di distruzione dei cani.
Insieme ad altri attivisti a protezione degli animali stanno cercando di raggiungere i media per provare a cambiare la politica. "Penso che questa brutale campagna di uccisioni a sangue freddo debba essere fermata il prima possibile," ha detto Zhang (The Associated Press, Aug, 2006).
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